Welcome letter del nostro direttore

QUOD VITAE SECTABOR ITER?

Quod vitae sectabor iter? (Quale strada seguirò nella vita?). Si tratta del primo verso di un componimento di Ausonio, poeta romano del IV secolo, che rappresenta l'incipit dell'opera più nota di René Descartes (Renato Cartesio), il "Discorso sul metodo", con la quale il grande scienziato narra il proprio percorso umano, scientifico-filosofico, e il metodo sviluppato per progredire nella conoscenza.

Se state leggendo queste poche righe è perché, anche voi, pensate di avere trovato una risposta alla domanda più importante della vostra vita ed avete fatto una scelta che segnerà il vostro progresso nella conoscenza e, significativamente, il vostro futuro.

Avete scelto uno dei corsi di studio offerti dal Dipartimento di Ingegneria Civile. Questa scelta potrebbe essere il frutto di una analisi delle opportunità lavorative che i corsi di studio di Ingegneria continuano ancora oggi ad offrire, in misura superiore ad altri, oppure potrebbe essere il frutto di una passione che coltivate da tempo. Le motivazioni legate alle opportunità lavorative sono certamente razionali e valide nel momento in cui si è chiamati ad effettuare la scelta del proprio percorso di studi universitari; tuttavia, mi auguro che la vostra scelta sia la conseguenza di una passione innata e del vostro desiderio di conseguire un sogno, perché nel vostro percorso formativo certamente incontrerete grandi difficoltà, ma la capacità di sopportare il lavoro quotidiano sarà molto più grande se la vostra forza trae origine direttamente dal cuore.

Quale che sia l'origine della vostra scelta, come Direttore del Dipartimento, non posso che evidenziare quanto sia affascinante la professione di ingegnere nel settore civile, edile ed ambientale. È una grande professione; è la soddisfazione di vedere un parto della fantasia emergere, attraverso l'aiuto della scienza, da un progetto sulla carta la cui realizzazione produce posti di lavoro e benessere per la collettività ed eleva gli standard di qualità della vita. Non è un caso che il motto dell'ASCE, l’associazione americana degli ingegneri civili, reciti: “Civil Engineers: Designers and Builders of the quality of life" (Ingegneri Civili: Progettisti e Costruttori della Qualità della Vita).

La grande responsabilità dell'ingegnere civile, rispetto ad altri professionisti, è che le sue opere sono “a cielo aperto"; tutti possono vederle. I suoi atti, passo dopo passo, sono pura sostanza. Egli non può seppellire i propri errori nella tomba come i medici. Non può dare la colpa al giudice, come agli avvocati. Egli non può, come i politici, schermare i propri difetti accusando i propri avversari e sperare che la gente se ne dimentichi. L'Ingegnere semplicemente non può negare ciò che ha fatto. Se le sue opere non funzionano, è dannato ma, se ben progettate e realizzate, possono durare per un’eternità. Questa è la fantasmagoria che tormenta le sue notti e traccia i suoi giorni.

A differenza del medico, la sua non è una vita tra i malati. A differenza del soldato, la distruzione non è il suo scopo. Diversamente dall'avvocato, i litigi non sono il suo pane quotidiano. All'ingegnere spetta il compito di vestire le ossa nude della scienza con le proprie opere. Theodore von Karman, il padre dell’aerodinamica, affermava: “Lo scienziato studia ciò che esiste. L’ingegnere crea ciò che non è mai stato”. Non c'è dubbio che con il passare degli anni la gente dimentichi l'ingegnere che ha realizzato quelle opere, se mai l'avesse conosciuto, ma l'ingegnere guarda indietro al flusso interminabile di bontà che sgorga dai suoi successi, con soddisfazioni che poche professioni possono conoscere perché, grazie alle sue opere, può guadagnare l’immortalità.

Se questo è il vostro sogno, ricordate che, come affermava Nelson Mandela, “un vincitore è un sognatore che non si è mai arreso". Pertanto, continuate a inseguire il vostro sogno con tutte le vostre forze perché ogni uomo merita un sogno ed ogni sogno merita un'occasione; anche voi avrete la vostra occasione, non lasciatevela scappare.

Auguri!

Pubblicato il 19 Settembre 2018